Resoconto: Convegno sulla punteggiatura, Basilea, 17–19 gennaio 2018

  • Autori: Giovanni Bruno / Jean-Luc Egger
  • Categoria di articoli: Resoconti di convegni
  • Citazione: Giovanni Bruno / Jean-Luc Egger, Resoconto: Convegno sulla punteggiatura, Basilea, 17–19 gennaio 2018, in: LeGes 29 (2018) 1
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Dal 17 al 19 gennaio 2018 si è svolto all’Università di Basilea un convegno internazionale dal titolo «La punteggiatura italiana contemporanea nella varietà dei testi comunicativi».

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Il folto pubblico delle tre giornate di studio ha avuto il privilegio di assistere a sette sostanziose conferenze plenarie tenute da linguisti operanti in atenei svizzeri e italiani: Angela Ferrari di Basilea («La punteggiatura tra teoria e descrizione, e tra sincronia e diacronia»), Ilaria Bonomi di Milano («Variazioni diamesiche e diafasiche nell’interpunzione dei quotidiani (di) oggi»), Pierangela Diadori di Siena («Punteggiatura e traduzione»), Elena Pistolesi di Modena e Reggio Emilia («Testualità e interpunzione nelle scritture digitali»), Michele Cortelazzo di Padova («Punteggiatura dei testi giuridici, tra indicazioni dei manuali e usi reali»), Alessandra Chiari di Roma («Oltre la punteggiatura: i segni non alfanumerici tra pragmatica, prosodia e sintassi nella comunicazione mediata dal computer») ed Enrico Testa di Genova («‹Qui sta il punto! Anzi due…›. Esempi di testualità letteraria»).

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Le conferenze plenarie hanno fatto da cornice a 34 sessioni parallele di mezz’ora ciascuna, che hanno riunito studiosi e professionisti provenienti da Italia, Polonia, Serbia, Slovenia e Svizzera. Gli interventi delle sessioni parallele hanno riguardato aspetti interpuntivi legati a varie tipologie testuali sull’asse diamesico: le varietà della comunicazione mediata dal computer, il giornalismo digitale e stampato, gli scritti degli studenti universitari, gli scritti di semicolti, la saggistica, i fumetti, i testi giuridici, la didattica e l’insegnamento dell’italiano come L1 e L2, la letteratura, la traduzione e, infine, i sottotitoli per non udenti.
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Si è notata una chiara tendenza – come d’altronde in altri campi di ricerca – per lo studio della punteggiatura usata nelle varietà della comunicazione mediata dal computer: ben 10 interventi, tra plenari e in sessione parallela, hanno analizzato l’uso dei segni interpuntivi in facebook, twitter e blog. Concentrazioni minori si sono registrate a proposito dell’interpunzione negli ambiti della didattica e dell’insegnamento (6 interventi), del giornalismo (5) e della letteratura (5).
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I testi giuridici sono stati oggetto di tre interventi. Nella sua conferenza plenaria, Michele Cortelazzo (Università di Padova) ha dapprima lamentato l’assenza di indicazioni di carattere interpuntorio nei manuali italiani di scrittura giuridica e legistica. La punteggiatura è la grande assente nel dibattito e nei rimedi proposti a vari livelli per illuminare l’«oscurità» della legge, eppure, come ha spiegato Cortelazzo, un’interpunzione più oculata potrebbe mitigare le carenze della sintassi claudicante dei testi giuridici ed essere anche un efficace palliativo ad uno dei fenomeni più caratteristici – e problematici – della scrittura delle sentenze, ossia la frase unica (ed interminabile). Ma non solo: la scarsa attenzione che gli scriventi di testi normativi e giudiziari prestano all’interpunzione rende talvolta estremamente difficile se non impossibile la corretta interpretazione di disposizioni formulate con un lessico e una sintassi già ingarbugliati, come illustrato dallo studioso patavino sulla scorta di alcuni casi di punteggiatura problematica riscontrati nei testi normativi d’Italia. Tra gli esempi citati, merita poi di essere menzionato un decreto legislativo di correzione emanato su intervento censorio del Consiglio di Stato e nel quale dodici modifiche del testo rettificato concernono esclusivamente la punteggiatura. Negligenze paradossali se si pensa che, come hanno spiegato in una sessione parallela Giovanni Bruno e Jean-Luc Egger (Cancelleria federale svizzera), il testo normativo deve la sua normatività anche alla punteggiatura particolare che lo struttura. I due giurilinguisti hanno esposto alcune caratteristiche specifiche dell’interpunzione negli atti normativi della legislazione svizzera plurilingue, tra cui un uso particolare delle virgole nelle relative restrittive e appositive. In un’altra conferenza parallela, Antonio Montinaro (Università del Molise) ha analizzato l’impiego della punteggiatura nei regolamenti di Ateneo italiani, risultato alquanto lacunoso (riscontro in parte giustificabile con il carattere molto provvisorio dei testi studiati).
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Alla luce degli usi stigmatizzati e di quelli giudicati opportuni nelle diverse tipologie testuali, si può senz’altro affermare che il convegno di Basilea – dopo i primi due analoghi, del 2015 e 2016 – ha consacrato la concezione (moderna) della punteggiatura come strumento comunicativo, informativo, testuale. La dimensione sintattica e prosodica, tradizionalmente attribuitale nelle grammatiche, è emersa solo marginalmente come criterio determinante (in un intervento sull’interpunzione nei testi di teatro e il suo rapporto con il recitato). L’approccio testuale alla punteggiatura è portato avanti da diversi anni da un gruppo di studiosi dell’Università di Basilea che fanno capo ad Angela Ferrari. Più volte, in varie relazioni, si è accennato alla «scuola di Basilea» e al «modello basilese»: segnali che fanno del locale ateneo, e dei suoi ricercatori, non solo un punto di riferimento e un vero e proprio centro di competenza per lo studio dell’interpunzione dell’italiano, ma anche l’incubatore di una prospettiva di analisi radicalmente nuova.

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Gli interventi delle tre ricche giornate di studio renane saranno raccolti negli atti del convegno, che costituiranno uno strumento importante per chi voglia orientarsi nel mondo estremamente diversificato degli usi della punteggiatura italiana contemporanea.

Giovanni Bruno, Cancelleria federale, Servizi linguistici centrali, Divisione italiana, Bellinzona, e-mail: giovanni.bruno@bk.admin.ch

Jean-Luc Egger, Cancelleria federale, Servizi linguistici centrali, Divisione italiana, Berna, e-mail: jean-luc.egger@bk.admin.ch